A TUTTO “GAS”

 

 

No, non stiamo parlando di metano o di GPL! Per chi ancora non lo sapesse, G.A.S. è acronimo per “Gruppi di Acquisto Solidale”, una formula ormai collaudata per difendersi dall’aumento dei prezzi, sfuggire alla “filiera lunga” e ricercare un miglior rapporto fra qualità e prezzo dei beni di consumo, alimentari in primo luogo. In fondo la strategia è molto semplice e tutt’altro che originale: un gruppo di persone si accorda per comprare direttamente all’ingrosso da un produttore fidato e poi divide la spesa. Tutto qui!…solo che l’operazione deve presupporre qualcosa che, nella nostra società frenetica e spersonalizzata, sta diventando merce rara: andare d’accordo e agire collettivamente!Se però non avete problemi del genere, il gioco è fatto: potete fondare un GAS!

A Milano i GAS stanno aumentando a vista d’occhio, come rilevato anche da ViviMilano (l’inserto settimanale del Corriere della Sera) e proprio da quella fonte abbiamo appreso che uno dei GAS milanesi è ubicato proprio nella nostra zona. Quale migliore occasione per farci raccontare qualcosa di più sul funzionamento di un Gruppo di Acquisto Solidale?! Dopo qualche difficoltà dovuta ai rispettivi impegni riesco dunque a contattare telefonicamente Riccardo Gini, responsabile del gruppo “Gas-Gas” di via Fiamma, e a trascinarlo in una lunga e interessante chiacchierata.

Quando è iniziata la vostra ”avventura”?
Nel 2004 con una decina di famiglie, ma nel tempo il gruppo è cresciuto fino a comprenderne una trentina!

Non sono un po’ troppe? Non è complicato andare d’accordo? C’è un numero ottimale di persone per costituire un GAS?
Non esiste una regola fissa: dipende dalla filosofia del gruppo e dai suoi obbiettivi. Anche se esistono gruppi più numerosi, è però innegabile che oltre le venti famiglie la gestione comincia a diventare complessa: meglio “figliare” e fondare nuovi GAS autonomi.

Nonostante gli scopi di base siano comuni (eliminare gli intermediari e risparmiare) i GAS si possono differenziare negli obbiettivi particolari (c’è chi punta soprattutto al risparmio, chi alla “qualità” indipendentemente dal prezzo, chi vuole il “biologico” o l’equo e solidale, etc.): il vostro gruppo a cosa punta?
La spinta iniziale è venuta dalla voglia di opporsi alla spersonalizzazione della grande distribuzione, stabilendo un rapporto diretto con la produzione; più che “accorciare la filiera”, insomma, il nostro obbiettivo era di recuperare e valorizzare le relazioni umane fra chi produce e chi consuma. In sintesi, gli aspetti fondamentali che caratterizzano le nostre scelte sono almeno tre: conoscere bene il produttore; puntare all’acquisto di prodotti “buoni” (che soddisfino il nostro palato!); privilegiare, quando possibile,i produttori legati a progetti di solidarietà.

Per esempio?
Per esempio, compriamo dolci siciliani dalla cooperativa di Don Puglisi di Modica, l’olio da una cooperativa agricola della Locride, le conserve dai Monaci di Lanuvio, vicino a Roma.

Non sono certo acquisti “a km 0”!
Effettivamente no ma, quando abbiamo iniziato, questa esigenza era meno impellente e ora che abbiamo questi contatti, importanti anche sul piano umano e sociale, intendiamo mantenerli.

Cosa comprate di solito?
Un po’ di tutto, dalla carne al vino, dai formaggi alle mele, dalla pasta al riso, ma sempre aperti a nuove sperimentazioni, sia per quanto riguarda i prodotti, sia per quanto riguarda i produttori.

Ma i GAS si tengono in contatto fra loro?
Certamente, mediante la rete informatica (www.retegas.org) e spesso collaborano fra loro. Per esempio, attraverso la rete intergas milanese abbiamo iniziato ad acquistare arance da un piccolo produttore siciliano che stava per chiudere l’azienda, strangolato dai prezzi imposti dalla grande distribuzione; in pratica, grazie ai GAS si è salvato dal fallimento.

Il discorso si fa interessante e la voglia di sapere come funziona praticamente il “Gas-Gas” è tanta; una domanda tira l’altra e Gini non si sottrae certo al dialogo. Sintetizziamo per i nostri lettori: le famiglie afferenti al GAS si riuniscono almeno una volta al mese, sia per mettere a punto le strategie d’acquisto, sia per approfondire la conoscenza reciproca. Ma tutti lavorano, il tempo è tiranno e senza internet non riuscirebbero mai ad operare efficientemente. Ogni famiglia è responsabile di un prodotto e grazie a un sito riservato su Yahoo raccoglie le richieste e prepara gli ordini; il gruppo infatti è improntato alla massima libertà e il fatto di fare acquisti “comuni” non obbliga tutti a comprare di tutto! Gli arrivi in genere sono settimanali ed è essenziale che il GAS disponga di un locale idoneo per il deposito e il ritiro dei prodotti. Per i pagamenti il GAS si appoggia a una Banca Etica e ogni famiglia versa, tramite bonifico, la quota prevista per la propria spesa; il tesoriere del gruppo, poi, conteggia periodicamente eventuali crediti o debiti da compensare. Un meccanismo ben collaudato che ormai “gira” piuttosto bene; e fa piacere osservare che in fondo una simile logica di acquisto è alla portata di molti. Oggi le esperienze personali, il “passa parola” e il collegamento fra gruppi rende più facile la ricerca dei produttori ai quali rivolgersi, tanto più che ormai ci sono produttori che si propongono spontaneamente ai GAS a dimostrazione – se mai ci fosse qualche dubbio – che realizzare la “filiera corta”, ove possibile, è vantaggioso per tutti … e non solo economicamente ma, non di rado, anche eticamente.

A proposito, perché il vostro gruppo si chiama “Gas-Gas”?
Con una risata Gini mi confessa che si sono ispirati al topino di Cenerentola! Burloni!!Comunque, se volete, siete autorizzati a curiosare sul sito www.gas-gas.org, ma soprattutto siete invitati a riflettere sul fatto che “il mercato dovrebbe farlo il consumatore”… e se si vuole si può!

Francesco Pustorino